venerdì 12 aprile 2013

3° Seminario invernale residenziale di Economia Civile - Martina Franca (TA)


Il 3° Seminario invernale residenziale della Scuola Mediterranea di Economia Civile si terrà il 11 e 12 Maggio 2013 , dalle ore 08.45 del sabato alle ore 12.00 della domenica presso  c/o Casa San Paolo - Martina Franca (TA)
 

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on la presenza del prof. Renato Ruffini (Univ. LUIC di Castellanza) per una lezione ed un confronto. Durante il seminario ci sarà spazio per delle testimonianze di imprenditori che fanno esperienza di economia civile nella loro quotidianità, mentre la domenica mattina saranno presentati i lavori conclusivi elaborati dagli studenti per le tesine (utili al conseguimento dell'attestato ma soprattutto a verificare la riflessione sulle tematiche affrontate nel corso dell'anno accademico). 



La partecipazione è gratuita e aperta al pubblico.

Saranno ospiti:
- il prof. Renato Ruffini sul tema “il management civile”: essere imprenditori “Civili” oggi
- il dott.
Pietro Vito Chirulli, l’Amministratore unico di “Serveco” 
- l‘esperienza dell’Economia di comunione a cura dell'imprenditore Franco Caradonna

Chi volesse trattenersi per il pranzo e/o la cena del giorno 11 (a proprie spese) deve comunicarlo anticipatamente alla segreteria organizzativa :
cell.: 329.1324147
accadeconomia@gmail.com

 

Il programma:
Sabato 11 Maggio 2013
• Ore 8:30 - 9:00 arrivi e registrazioni
• Ore 09:15 – Apertura lavori: Introduzione al III seminario invernale
• Ore 09:30 - 13:00: Incontro con il prof. Renato Ruffini: “il management civile”: essere imprenditori “Civili” oggi

• Ore 13:00 – Pranzo

• Ore 15:00 – 19:00: pomeriggio di incontri con imprenditori civili
- Ore 15:30 – 17:00: I testimonianza - incontro con l’Amministratore unico di “Serveco” Pietro Vito Chirulli
- Ore 17:30 – 19:00: II testimonianza - incontro con ‘esperienza dell’Economia di comunione a cura di Franco Caradonna

• Ore 19:00: presentazione stage estivi per gli studenti
• Ore 20:00 – Cena

Domenica 12 Maggio 2013

• Ore 9:00 - 11:30: : presentazine dei lavori conclusivi dei gruppi di lavoro della scuola di Ec. Civile edizione 2012-13
• Ore 12:00 -13:00: prossimi passi della nostra Scuola di Ec. Civile”.
• Ore 13:00 - Partenze

N.B. SI RICORDA CHE
La partecipazione al presente seminario, la presentazione dei lavori conclusivi (singoli o di gruppo) degli studenti e la partecipazione agli stage estivi costituiscono parte integrante del percorso formativo della nostra Accademia Mediterranea di Economia Civile e prerequisito per l’ottenimento dell’attestato conclusivo 

 
L'intero seminario è come sempre rivolto ai corsisti del percorso formativo annuale del progetto “Verso l'Accademia Mediterranea di Economia Civile”, ma se ci sono giovani che vogliono partecipare al seminario e intendono sostenere autonomamente le spese di soggiorno, in tal caso il prezzo del loro soggiorno sarà uniformato a quello che la struttura ci ha riservato (45,00 € a persona per la pensione completa del sabato e colazione della domenica, il costo del singolo pasto invece è 18,00 €) .
 

INFO segreteria organizzativa:
mobile: 329.1324147
accadeconomia@gmail.com

http://economiaciviletaranto.blogspot.it/
 
A presto, lo staff

martedì 12 febbraio 2013

Finanza allegra (si fa per dire) - Intervista a L. Becchetti

Intervista e Articolo di Raffaello Castellano

sul settimanale di attualità politica, cultura ed eventi Extra Magazine - n.6 del 4 febbraio 2013

Lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena ha riportato alla ribalta meccanismi economici perversi, con il relativo seguito di derivati, titoli tossici, scalate a prezzi eccessivi e speculazione. Se n’è parlato con l’economista Leonardo Becchetti alla Cittadella delle Imprese in un convegno su Economia e etica tenuto lo scorso 1° febbraio, nella Sala Resta della Cittadella delle Imprese, l’incontro “Il Mercato Siamo Noi”, organizzato dal Centro di Cultura G.Lazzati, Consorzio Interfidi, Consulta delle Aggregazioni Laicali e Camera di Commercio di Taranto (che rientra nel percorso formativo annuale dell’Accademia di Economia Civile), con la partecipazione del prof. Leonardo Becchetti, Ordinario di Economia Politica all’Università Tor Vergata di Roma. Nelle foto, al tavolo dei relatori ci sono, da sinistra, il dott. Vincenzo Mercinelli, il prof. Leonardo Becchetti, il segretario generale della Camera di Commercio Francesco De Giorgio e il dott. Domenico Amalfitano.


Sembra lontano ormai il ricordo del 15 settembre 2008, il lunedì nero di Wall Street, quando scoppiò il caso dei Mutui Subprime e la Crisi mondiale che tutti conosciamo. Quello che lo scandalo MPS ha messo in rilievo non è solo un atteggiamento spregiudicato ed irresponsabile, ma, andando più a fondo alla questione, il fallimento del Capitalismo di stampo Neoliberista e, più in generale, dell’Economia di Mercato Pura, che, con buona pace di Adam Smith, ha dimostrato l’impossibilità della autoregolamentazione per mezzo della concorrenza.
Di fronte a questo ennesimo fallimento è sempre maggiore l’interesse che suscitano termini nuovi come Finanza Etica ed Economia Civile. Noi di Extra Magazine, presenti all’incontro, gli abbiamo posto alcune domande, alla luce delle problematiche economiche e sociali deflagrate con il Caso ILVA.
Professor Becchetti, un suo collega economista, Luigi Zingales difende il capitalismo, dicendo che non è il sistema in sé, ma gli uomini che lo applicano ad averlo portato a queste aberrazioni, riconoscendo comunque che il Mercato vada controllato e che noi tutti siamo i controllori. Lei va dicendo da diverso tempo che bisogna guardare ai meccanismi sottili e perversi che agiscono all’interno dell’economia. Come si esprimono secondo lei queste tematiche all’interno di una realtà come quella tarantina, che, complice il Caso ILVA, più di altri territori necessita di un cambio di paradigma e forse di un’inversione di rotta?
«Bisogna creare valore economico, non guardando solo all’aspetto quantitativo, che potrebbe produrre infelicità, ma alla qualità dello sviluppo. Si può creare sviluppo in tanti modi, ed oggi è molto più lungimirante non limitarsi ad una produzione esclusivamente manifatturiera, nella quale il costo del lavoro è molto importante e la conseguente tentazione di delocalizzazione o quantomeno di una perdita di competitività con concorrenti esteri è molto più forte, ma puntando su fattori produttivi non delocalizzabili. Storia, territorio, cultura, paesaggio, turismo: questi fattori reggono molto meglio alla crisi, inoltre non possono essere delocalizzati, non dipendono dal costo del lavoro e beneficiano dell’aumento della domanda mondiale. La caratteristica di questo tipo di sviluppo è che dipende dalla valorizzazione dei Beni Comuni: Taranto ne possiede  di importanti, primi fra tutti la storia e la Magna Grecia, insieme a beni naturali come il mare e la baia, che devono essere valorizzati affinchè su questi beni si possano innestare tutta una serie di beni privati che creino valore economico. Ma se si distruggono i beni comuni, nulla si può edificare sulle loro macerie».
Adesso una provocazione, prof. Becchetti: studi antropologici e sociali hanno evidenziato in Italia una differenza sostanziale tra nord e sud. Lì dove alla fine del medioevo a nord si svilupparono i Comuni che favorirono questo senso di appartenenza e comunità, il sud rimase sostanzialmente feudale, favorendo una mentalità ed una concezione della vita più individualista. Alla luce di questo nostro retaggio ha senso, secondo lei, parlare di Beni Comuni in una realtà come la nostra?
«Ci sono, senza dubbio, influenze storiche di lungo periodo, io però non sono cosi determinista e credo che il capitale sociale si può cambiare, dipende dall’esempio della classe politica e dalla capacità di organizzazione della società civile. La Sicilia è un esempio di territorio dove c’è stata una primavera, c’è stato un risveglio e c’è, oggi, una vivacità notevole dal punto di vista del terzo settore e dell’economia sociale. Penso che se Taranto intraprende la strada che prevede la costruzione di un progetto di sviluppo per la città, prendendo a modello tante altre realtà che hanno puntato sul territorio, sul turismo, sulla valorizzazione dei beni storici e culturali, allora potrà anche ricostruire quel capitale sociale di cui ha bisogno, e forse un nuovo retaggio».
Cosa dobbiamo fare quando le nostre certezze cadono come castelli di carta, quando ciò che per secoli è stato il nostro modo di pensare ed agire drammaticamente non ci permette più alcun tipo di sviluppo e progresso, quando concetti, per noi incrollabili, come lavoro, disoccupazione, salute e giustizia sociale finiscono per diventare una serie di dati e numeri sullo schermo del computer di un anonimo speculatore finanziario? 

La risposta a queste domande è semplice, radicale ed in un certo modo sovversiva: dobbiamo cambiare.
Il professor Becchetti ci propone una finanza più etica ed un’economia civile dalle caratteristiche più umane. Allora, se aveva ragione De Gregori quando cantava che “la Storia siamo noi, nessuno si senta escluso...”, è ancora più vero oggi dire che “il Mercato siamo noi”, nessuno si senta tagliato fuori.

giovedì 7 febbraio 2013

scrivere per condividere... gli studenti della scuola ci raccontano il 2' seminario

Scritto da Elena Manigrasso e Alessia Merico


etica Il secondo seminario di Economia civile tenutosi a Martina Franca – Sabato 2 e Domenica 3 Febbraio presso “Casa San Paolo” e organizzato dall’Accademia Mediterranea di Economia Civile, ha avuto relatori di prestigio e attività laboratoriali al suo interno. Il messaggio era chiaro: unire il sapere col saper fare, e da questo si è partiti per chiedere agli studenti borsisti della Summer School 2012, di elaborare un articolo giornalistico che richiamasse i punti più salienti delle due giornate di studi. Uno dei redattori del giornale web pugliese Galatina 2000, ha incitato gli studenti a lanciarsi in attività legate alle comunicazioni, anche se sembrano piccole attività. La studentessa Alessia Merico ha colto la provocazione ed ha subito elaborato un testo giornalistico, che viene riportato di seguito:
“Ha aperto il seminario il professor Leonardo Becchetti, Ordinario di Economia Politica presso la Facoltà di Economia dell’Università di Roma Tor Vergata e Presidente del Comitato Etico di Banca Etica. Il tema è stato quello della felicità in Economia. E’ possibile la felicità in economia? E’ la domanda alla quale ha risposto il nostro illustre ospite.
Occorre innanzitutto partire da un paradigma personalistico e non più individualistico, cioè credere in un mercato produttore in primo luogo di beni relazionali che procurano la felicità perdurante e non rincorrere l’acquisizione di beni  che provocano un piacere solo nel breve termine.
Ma quali caratteristiche hanno i beni relazionali, che sono beni immateriali, per poterli preferirli ai beni tangibili? Essi non creano assuefazione (più denaro abbiamo, più ne vogliamo), né invidia, in quanto ci hanno abituati, soprattutto i media, a confrontare la nostra ricchezza materiale con quella di chi ne ha di più.
L’ “appello” del professore è stato pertanto quello di allontanarci dal paradigma dell’ homo oeconomicus definito dal Premio Nobel per l’Economia Amartya Sen “folle razionale”e di “armarci” di passione per l’altro e di dovere morale per creare un mercato sostenibile per tutti.
Il seminario è proseguito con la presentazione del progetto “In Puglia” di Giovanni Vita. Il progetto, molto ambizioso, intende creare una rete sociale che coinvolgerà tutti gli attori che vivono il mercato come bene comune. Giovanni è partito parlando dell’immaginazione e come essa sia essenziale per la realizzazione dei nostri progetti. A questo proposito ha riportato l’esempio di Viktor Emil Frankl, neurologo e psichiatra austriaco e fondatore della logoterapia che vive la terribile esperienza dei Lager e riesce a sopravvivere immaginando un futuro migliore.
L’ introduzione scelta è stato un modo di condividere con tutti noi la fatica, i sacrifici, le rinunce per approdare ad un progetto che ha come scopo quello di accogliere nella rete giovani, professionisti, imprenditori appartenenti ad ogni settore stimolando l’interazione e l’integrazione tra realtà anche molto differenti, potenziando così la produzione di capitale sociale.
Il progetto rientra fedelmente nel paradigma dell’Economia Civile: non ci possono essere integrazione e interazione senza homini reciprocans.
Anche l’intervento di Elena Stefanelli ed Arturo Nobile è stato molto significativo. I due giovani, partendo da zero, si sono specializzati nel turismo responsabile e di tipo sociale. Nasce, così, “La Palomba Onlus” che promuove e realizza attività nel campo del turismo, valorizzando il nostro territorio con particolare attenzione alle persone più disagiate. I beni relazionali diventano pane quotidiano, l’epicentro del loro progetto imprenditoriale; il viaggio il mezzo attraverso cui diffondere una cultura di fare impresa incentrata sul dono, la gratuità e la reciprocità.
La loro esperienza, non senza difficoltà, è stata momento di riflessione per comprendere come i principi dell’Economia Civile possano essere messi in pratica producendo vantaggi non solo per loro stessi ma anche  e soprattutto per il nostro territorio.
Molto interessante è stata la testimonianza di Elena Manigrasso: Elena è una professoressa che applica tutti i giorni con il suo lavoro il paradigma di una felicità a lungo termine. Dimostra passione per l’altro e dovere morale con i suoi ragazzi e questo è testimoniato dai lavori dei suoi studenti che hanno presentato una tesina e degli elaborati sull’ “Etica”, argomento arduo da comprendere a quell’età ma che la loro docente ha saputo magnificamente trasmettere.
Pertanto, Il titolo dell’ ultimo libro del professor Becchetti “il mercato siamo noi” è uno sprono per noi giovani a non perdere un minuto in più a “contemplare il male” ma a cominciare o continuare a credere nel miglioramento etico, nella sostenibilità, nell’altro. Siamo noi i veri difensori del mercato! Possiamo orientare la domanda attraverso un risparmio critico e responsabile, ma anche l’offerta, creando imprese civili produttive di beni relazionali. In questo modo potremo affrontare questa crisi, guardare alla crescita e soprattutto decidere a quale crescita puntare”.


Elena Manigrasso, Alessia Merico

giovedì 31 gennaio 2013

Intervista al prof. Leonardo Becchetti - di Maria Silvestrini



Un circuito di responsabilità per superare le difficoltà della crisi
art. del Corriere del Giorno - 31 gennaio 2013

    Il prof. Leonardo Becchetti, Ordinario di Economia Politica dell’Università Tor Vergata di Roma e Presidente del Comitato Etico di Banca Etica, invitato dal Centro di Cultura dell’Università Cattolica "G. Lazzati" insieme ad Interfidi, Consulta delle Aggreazioni laicali e Camera di Commercio,
venerdì 1 febbraio alle ore 18,00, c/o la Cittadella delle Imprese di Taranto, terrà una lezione dal titolo particolarmente significativo: “Il mercato siamo noi”. 
    Ma cosa vuol dire parlare di mercato in termini non competitivi, e questo come influenza il nostro territorio così duramente provato da una politica economica aggressiva? Lo abbiamo chiesto al professore.

Prof. Becchetti John Hicks, premio Nobel dell’economia mette in guardia dall’avere una visione economica che abbia al centro esclusivamente il mercato. Il tema della sua relazione sembra essere sulla scia poiché affronta la questione in maniera opposta alle tesi correnti in cui il mercato globale detta legge a tutti i livelli. Quale è la sua prospettiva?
    Le ricorrenti crisi e scandali finanziari ci hanno fatto uscire dall’ingenua ed ideologica visione di un mercato che si autoregola e dall’ottimalità di regole che guardino soltanto al principio di efficienza. Sarebbe un po’ come dire che nella circolazione stradale bisogna abolire i semafori e i limiti di velocità pensando che gli automobilisti si autoregoleranno e non ci saranno incidenti. Il mercato ha funzioni fondamentali (attraverso gli scambi promuove la mutua soddisfazione dei bisogni ed è un efficace sistema di trasmissione di informazioni) ma anche limiti importanti (non riesce a risolvere i problemi di equità e giustizia sociale).

In un mercato stagnante quale quello attuale è possibile immaginare una inversione di tendenza partendo dal basso, cioè dai consumi e da una nuova visione di sviluppo?
    La cosa più urgente di cui abbiamo bisogno per invertire la tendenza è una riforma del sistema finanziario per evitare che nuove falle vanifichino i nostri sacrifici e sforzi di risanamento.La linea è stata già indicata dalle più autorevoli commissioni indipendenti a livello comunitario. Bisogna innanzitutto separare banca commerciale da banca d’affari (Volckerrule). A livello europeo è necessario rilanciare le politiche macroeconomiche superando l’illusione che il rigore (pur necessario) possa da sé far ripartire la crescita. A livello nazionale dobbiamo puntare su fattori competitivi non delocalizzabili. Assieme a ciò però è fondamentale indossare nuovi occhiali e misurare in modo diverso la “ricchezza delle nazioni”. Ciò che produce bene comune e felicità infatti è lo stock dei beni relazionali, spirituali, ambientali, culturali ed economici di un paese. Guardare alla sola crescita quantitativa del flusso dei beni e servizi scambiati sul mercato ci porta ad ignorare effetti indesiderati negativi (sociali ed ambientali) dello sviluppo che dobbiamo evitare e che prima o poi si trasformano in un boomerang (l’esempio dell’Ilva è un classico caso di questo problema). 

Per questo ‘il mercato siamo noi’?
    In questa importante trasformazione che è prima di tutto culturale oltre che politica il ruolo di tutti noi è fondamentale. Il mercato è fatto di domanda e di offerta e noi siamo la domanda. Il mercato pertanto non passa sopra le nostre teste, perché il mercato siamo noi. Dobbiamo imparare ad influenzarlo votando col portafoglio, ovvero premiando con i nostri consumi e risparmi quelle aziende che sono all’avanguardia nella creazione di valore economico in modo socialmente ed ambientalmente sostenibile. 

Taranto oggi è emblema della necessità di un cambiamento, un vero laboratorio per invertire la rotta. Lei come legge la situazione di questo territorio?
    Il caso di Taranto fa capire che l’esigenza di misurare in modo diverso il valore, di valutare la qualità della crescita è un problema non accademico ma drammaticamente concreto. La creazione di valore economico che genera il PIL oggi è un fenomeno estremamente complesso e ricco. I problemi di questa città devono diventare uno stimolo a trovare nuove vie di creazione di valore economico rispettose della sostenibilità sociale ed ambientale.

La nostra città oltre ad essere ammalata per l’inquinamento ambientale è anche ammalata di statalismo, dopo un secolo di Arsenale e Siderurgico. Difficile modificare un modello mentale, non vogliamo cambiare il mondo ma ci basterebbe cambiare Taranto. Ma come?
    Le risorse pubbliche sono sempre più scarse e per questo non possiamo più aspettarci che lo stato possa coprire direttamente tutti i bisogni di welfare con esse. Piuttosto le istituzioni devono usare risorse scarse per attivare circuiti di responsabilità e sussidiarietà della società civile premiando quei circuiti virtuosi attraverso i quali imprese sociali dimostrano di saper creare valore economico, sociale ed ambientale. Gli esempi sono molteplici e vanno dalle fondazioni di comunità, ai premi per il valore socioambientale delle filiere negli appalti pubblici, ai circuiti di commercio equosolidale e di microcredito, ai gruppi di acquisto solidale fino a forme innovative di gestione del problema della longevità, dell’assistenza sanitaria innovative che attivano circuiti di responsabilità sapendo trasformare i destinatari degli interventi in protagonisti attivi del loro destino.



Maria Silvestrini

giovedì 24 gennaio 2013

2° Seminario invernale residenziale - Scuola Mediterranea di Economia Civile

 2 e 3 Febbraio 2013 , dalle ore 08.45 del sabato alle ore 12.00 della domenica
presso  c/o Casa San Paolo - Martina Franca (TA)


si terrà il 2° Seminario invernale residenziale della Scuola Mediterranea di Economia Civile .

Il tema del seminario sarà incentrato sull'importanza della Governance e del Mercato nell'ottica dell'Economia Civile, con il gradito contributo del prof. Leonardo Becchetti  che si tratterrà il sabato 2 febbraio con gli studenti della Scuola per una lezione ed un confronto. Il  programma completo del seminario sarà reso noto a breve.

Il seminario è rivolto ai corsisti del percorso formativo annuale del progetto “Verso l'Accademia Mediterranea di Economia Civile”, ma se conoscete giovani che vogliono partecipare e intendono sostenere autonomamente le spese di soggiorno, in tal caso il prezzo del loro soggiorno sarà uniformato a quello che la struttura ci ha riservato (45 € a persona per la pensione completa del sabato e colazione della domenica, il costo del singolo pasto invece è 18 € ) .
Chiunque voglia parteciparvi anche da esterno può quindi contattarci per la prenotazione entro e non oltre il 27 Gennaio.
Vi segnaliamo che ci sarà la possibilità di fruire di un servizio di cestino-viaggio per chi partirà prima dei pasti, preparato dalla struttura ricettiva al costo di 5,00 €.

Vi ricordiamo che è necessario prenotare la partecipazione anche rispondendo a questa mail oppure contattarci telefonicamente entro il 27
Gennaio. Restiamo quindi in attesa di riscontro fino a quella data.

INFO segreteria organizzativa:
mobile: 329.1324147
accadeconomia@gmail.com

mercoledì 16 gennaio 2013

"Il Mercato siamo Noi" - relaziona Leonardo Becchetti

L'1 febbraio alle ore 18:00 c/o la sala 'Resta' della Cittadella delle Imprese di Taranto,
si terrà  convegno pubblico dal titolo "Il mercato siamo noi" 
.
    Ospite d'eccellenza sarà il prof. Leonardo Becchetti, Ordinario di Economia Politica dell’Università Tor Vergata di Roma e Presidente del Comitato Etico di Banca Etica; è uno dei massimi esperti di economia civile.


    “Coniugare una visione sistemica e l’ambizione di cambiare il mondo con l’azione quotidiana nelle nostre attività e nei nostri comportamenti.
    Per farlo, dobbiamo creare valore ma in modo sostenibile dal punto di vista socio-ambientale e guardare la realtà con occhiali diversi e nuovi”.

    Un grande lavoro spetterà alle comunità locali “dobbiamo integrare competenze e specificità territoriali, partire dalla valorizzazione delle risorse non delocalizzabili dei nostri territori per produrre valore” (L. Becchetti.) http://www.lafrecciaverde.it/il-laboratorio-di-economia-civile/
Segreteria organizzativa:
mobile: 329.1324147
accadeconomia@gmail.com 


Il convegno rientra nel percorso formativo: 
"Verso l'Accademia Mediterranea di Economia Civile"

INFO: 329.1324147 - 099.4764371
accadeconomia@gmail.com ;
Centro di Cultura "G. Lazzati"
via Duomo, 107 - Taranto

Coordinamento progetto
dott. Vincenzo Mercinelli
347.7999808
vincenzo.mercinelli@mceconsulting.it

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