venerdì 11 gennaio 2013

“Città, società civile e nuovo sviluppo economico” - prof. S. Zamagni



Intervista al prof. Stefano Zamagni, che sabato 12 gennaio, relazionerà alla Cittadella delle imprese di Taranto
Ordinario di Economia Politica all’Università di Bologna, il prof. Stefano Zamagni è fra i maggiori studiosi del Terzo Settore, presidente dell’Agenzia omonima e autore del Libro bianco pubblicato nel maggio del 2011 per le edizioni ‘Il Mulino’. Invitato dal Centro di cultura ‘Lazzati’ nell’ambito del percorso di formazione dell’Accademia mediterranea di Economia Civile, parlerà domani alle ore 10,00 nella sala Resta della Cittadella delle imprese. Il tema dell’incontro “Città, società civile e nuovo sviluppo economico” , organizzato in collaborazione con la Camera di Commercio di Taranto e la Consulta delle Aggregazioni Laicali di Taranto, vuole essere l’occasione  per riflettere sulla crisi profonda della nostra città di Taranto e sui possibili scenari propositivi di rilancio  della stessa. 
In una lunga intervista Zamagni spiega cosa è necessario per cambiare il modello di sviluppo distruttivo che Taranto ha avuto negli ultimi cinquant’anni.
‘Cooperare, non competere’ è il paradigma del Terzo Settore costituito da una pluralità di figure giuridiche. L’attuale contesto economico, a suo avviso, favorisce o penalizza questo tipo di imprese?
In questo ultimo anno il Terzo Settore ha ricevuto batoste e disconoscimenti che non meritava. Mai prima è accaduto che ministri diversi avessero nei loro discorsi ufficiali, o in interviste, mancato di parlarne. Unica eccezione è stata fatta per il volontariato che è parte del Terzo Settore ma è un segmento come altri segmenti sono: la cooperazione sociale, l’impresa sociale, le fondazioni no profit, su cui il silenzio è stato assoluto. Per non parlare poi del fatto che alcuni provvedimenti legislativi sono stati presi per tarpare le ali ai soggetti del TS produttivo. Ricordo che è stata chiusa l’Agenzia per il Terzo Settore, non si è proceduto con l’Osservatorio del volontariato, non è stata modificata la norma che impedisce alle imprese sociali di accedere al fondo di garanzia speciale creato per le piccole e medie imprese per ottenere crediti dal sistema bancario, e potrei continuare. Lo avevo preconizzato purtroppo, e le motivazioni addotte non soddisfano.
La vision politico economica di quest’ultima stagione ha portato più serietà e rigore, ma è sembrata schiava dei numeri e del debito. Quali prospettive per modificare un itinerario che sembra segnato da scelte pregresse?
In economia diciamo che le teorie sono gli occhiali con cui osserviamo la realtà. Dobbiamo cambiare la percezione, che è della maggioranza dei nostri governanti, che l’Italia abbia soltanto due settori: il Pubblico e il Privato, mentre c’è la terza gamba che è il Civile. In questo modo si dimentica quella porzione di società che si esprime nelle forme di associazionismo di vario tipo e che è in grado di produrre. L’errore concettuale è quello di pensare che il TS sia meramente redistributivo ossia fa l’elemosina. Non è così. Il TS italiano è un settore produttivo, che produce valore aggiunto, genera beni e servizi. Non aver capito questo è la ragione per la quale ci si è completamente dimenticati di questi soggetti e non si è fatto nulla per agevolarli. Un rilancio del settore potrebbe generare posti di lavoro in abbondanza ed alleviare certe sofferenze senza mettere a repentaglio i conti pubblici. E' chiaro che c’era un problema di finanza pubblica ma questa la si poteva correggere con forme e modi diversi, a mio avviso non è stato scelto il modo più adeguato, capace di tener conto del genius loci del nostro paese.
Genius loci che mi porta alla nostra città Taranto. Malata di ambiente, è una città delusa. Cinquant’anni di sviluppo industriale da cancellare, cosa ne pensa?
Quello che caratterizza i soggetti del TS produttivo è la capacità di generare quella forma di sviluppo che si chiama ‘capitale sociale’, che altro non è che l’insieme delle relazioni e delle reti fiduciarie. Sappiamo che quando un’area è a fiducia alta, sono bassi i tassi di interesse sono più alti gli investimenti ed in generale la macchina economico produttiva gira più velocemente. Allora il punto è che il capitale sociale non può essere né il privato né il pubblico a crearli, non è questa la loro funzione. Il capitale sociale è creato dalla società civile organizzata. Ecco perché oggi Taranto, come altre realtà del mezzogiorno d’Italia, non può non tenere conto di questo. Come cercherò di spiegare nel mio prossimo incontro nella vostra città, le regole del gioco economico prevedono due tipologie di istituzioni che sono state chiamate, nella terminologia economica, estrattive ed inclusive. Le istituzioni economiche estrattive sono quelle che estraggono da un territorio valore aggiunto e lo portano altrove o lo trasformano in rendita. Questa è la causa dei mali di Taranto, il riferimento all’Ilva è molto facile. Quando le attività produttive dirottano in altri luoghi il risultato economico, che viene trasformato in rendita e non in salario o in profitto, ecco che queste portano alla rovina una comunità. Dobbiamo creare istituzioni inclusive cioè delle regole del gioco economico che, valorizzando il territorio, consentano di reinvestire il valore aggiunto che si è determinato. Chiaramente questo è un problema di portata generale, imboccare questa via vuol dire rivisitare l’intera politica degli ultimi decenni nei confronti del Mezzogiorno d’Italia.
Perché certe industrie non hanno generato sul territorio quel moltiplicatore che ci si attendeva?
Perché si sono scritte delle regole del gioco di tipo estrattivo, quindi al Sud si facevano le industrie ed i benefici arrivavano al Nord oppure altrove. Bisogna che in una parte della società civile ci sia questa consapevolezza e si chieda tutti assieme, in particolare a chi occupa posti di responsabilità politiche o di governo, di cambiare le regole del gioco. Diversamente il Sud Italia non potrà che vedere peggiorata la sua situazione, in una maniera che io giudico indegna, non è così che si può umiliare una intera popolazione.
Un nuovo sviluppo economico passa dalla questione ambientale. La famosa legge Salva Ilva secondo lei può generare comunque un processo di ambientalizzazione?
La legge Salva Ilva è una legge presa sotto l’incalzare di una emergenza, e, come sempre capita le leggi scritte sotto l’emergenza non sono mai soddisfacenti. Questa legge servirà a ridurre i costi di una situazione insostenibile ma non è fatta nel modo in cui io concepisco un progetto di rinascita economico e sociale di un territorio. Se non si mette mano al cambiamento dell’assetto istituzionale fra un po’ di anni ricadremo nella situazione precedente. Non è possibile obbligare una popolazione a quella che si chiama tragic choice. La grande “colpa” oggettivamente commessa nel caso di Taranto è stata quella di creare una situazione da scelta tragica tra due obiettivi entrambi dotati di valori: in questo caso l’obiettivo dell’ambiente sano e dall’altro quello del lavoro. E’ la società civile che si deve far carico del cambiamento.

Maria Silvestrini

mercoledì 2 gennaio 2013

Incontro - evento con il prof. Stefano Zamagni

Sabato 12 gennaio alle ore 10:00 del mattino 

c/o la sala Resta della Cittadella delle imprese, V.le Virgilio 152, Taranto (TA) 



   Questa ulteriore presenza a Taranto del prof. Zamagni è un segno della sua profonda amicizia, stima ed incoraggiamento per il cammino intrapreso a Taranto e nel Mezzogiorno d’Italia sul fronte della proposta di un nuovo modello di sviluppo economico basato sull’economia civile.

   Sarà questa l’occasione per far conoscere ed incontrare il prof. Zamagni, oltre che alla cittadinanza, in particolare ai giovani dell'Accademia, rientrando questo convegno pubblico nel percorso formativo della ns Scuola di Economia Civile.

   Il tema dell’incontro “Città, società civile e nuovo sviluppo economico” vuole essere l’occasione per riflettere, insieme con il prof. Zamagni, sulla crisi profonda della nostra città di Taranto e sui possibili scenari propositivi di rilancio  della stessa.


<< Cooperare, non competere. Questo dovrebbe essere il primo motto di una nuova economia. Un'economia che non sia schiava dei numeri o del debito, ma sappia declinarsi nelle forme del gesto, della parola, dell'emozione, del dono e della speranza. Della cooperazione, della vita.>>


Segreteria organizzativa:

Centro di Cultura per lo Sviluppo
"G. Lazzati" - Taranto
mobile. 329 1324147

giovedì 15 novembre 2012

1° Seminario invernale residenziale - Scuola Mediterranea di Economia Civile .

24 e 25 Novembre 2012 , dalle ore 09.00 del sabato alle ore 12.00 della domenica
presso l'HOTEL VILLA ROSA, in Via Taranto, 70 - 74015 Martina Franca - Taranto (http://www.ramahotels.it/villarosa_ita)
si terrà il 1° Seminario invernale residenziale - Scuola Mediterranea di Economia Civile .

Il tema del seminario sarà incentrato sull'importanza della Programmazione strategica dell'abitare, con il gradito contributo del prof. Polselli che si tratterrà il sabato 24-11 con gli studenti della Scuola per una lezione ed un confronto. Il  programma completo del seminario sarà reso noto a breve.

Il seminario è rivolto ai corsisti del percorso formativo annuale del progetto “Verso l'Accademia Mediterranea di Economia Civile”, ma se conoscete giovani che vogliono partecipare e intendono sostenere autonomamente le spese di soggiorno, in tal caso il prezzo del loro soggiorno sarà uniformato a quello che la struttura ci ha riservato (45 € a persona per la pensione completa del sabato e colazione della domenica, il costo del singolo pasto invece è 18 € ) cmq cercheremo di contribuire alla spesa in base alle risorse disponibili.
Chiunque voglia parteciparvi anche da esterno può quindi contattarci per la prenotazione entro e non oltre il 19 Novembre.
Vi segnaliamo che ci sarà la possibilità di fruire di un servizio di cestino-viaggio per chi partirà prima dei pasti, preparato dall'Hotel Villa Rosa, al costo di 5,00 €.
Inoltre, poichè il seminario termina alle ore 12.00 di domenica 25 novembre, se qualcuno dovesse decidere di trattenersi anche per il pranzo della domenica, il costo del pasto sarà di euro 18,00 € pro-capite.

Vi ricordiamo che è necessario prenotare la partecipazione anche rispondendo a questa mail oppure contattarci telefonicamente entro il 19 Novembre. Restiamo quindi in attesa di riscontro fino a quella data.
INFO segreteria organizzativa:
mobile: 329.1324147
accadeconomia@gmail.com

mercoledì 14 novembre 2012

"VOLTI E CONFLITTI, La convivenza delle possibilità"

Mercoledì 28 novembre 2012 - ore 18.00 
c/o il Salone di Rappresentanza della Provincia di Taranto - via Anfiteatro 2 - Taranto
verrà presentato il nuovo testo "Volti e Conflitti, La convivenza delle possibilità" (Ed. Cittadella - Assisi) 
alla presenza dell'autrice, dott.ssa Maria Grazia Magazzino.
Coordinerà il dibattito il dott. Fabio Mancini, docente di Filosofia e Pedagogia sociale.
L'evento è organizzato dall'ass. Opera della Regalità di N.S.G.C., in collaborazione con il Centro di cultura "G. Lazzati" di Taranto e l'ass. Amici dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, con il patrocinio della Provincia di Taranto.
La dott.ssa Maria Grazia Magazzino si occupa di gestione creativa dei conflitti e di processi partecipativi. E' avvocato, pedagogista clinico, mediatore e docente di mediazione accreditato presso il Ministero della Giustizia. E' formatore di psicodramma olistico e disegno onirico, specializzata in tecniche espressive e di partecipazione attiva. Ha pubblicato "La Mediazione", Roma 2004.

martedì 13 novembre 2012

COME UN PIANO STRATEGICO PUO' CAMBIARE LA CITTA': L'ESPERIENZA DELLA CITTA' DI RIMINI "RIMINI VENTURE 2027"

c/o Sala Monfredi, Cittadella delle imprese, Viale Virgilio, 152 - Taranto
23 novembre 2012 - ore 18.00
Inaugurando il  primo corso di formazione su “Manager della Innovazione sociale”,

Ne parleranno, confrontandosi con la realtà locale:

- Il Dr. Antonio Polselli: Consigliere Generale Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini e membro del gruppo “Cultura” del Piano strategico “Rimini venture 2027”.
- il Dr. Luciano Marzi: Responsabile ufficio stranieri della Caritas di Rimini e Portavoce del gruppo “Welfare” del Piano strategico “Rimini venture 2027”.

Organizzato a Taranto dalla LUMSA,
dal Polo Jonico dell’Università di Bari, dal Centro di Cultura dell'Università Cattolica "G. Lazzati" di Taranto e dalla Fondazione Centesimus Annus,
con il patrocinio della CCIAA di Taranto

La cittadinanza è invitata

" il patto strategico è un processo di programmazione dello sviluppo futuro della città basato sulla partecipazione, la discussione l'ascolto.
" Un patto e un forte coordinamento nelle assunzioni di responsabilità fra amministratori, attori economici, sociali, culturali e cittadini per realizzare il futuro della città."
" una città che scommette sul capitale umano, sulla coesione sociale, sulla solidarietà, sull'identità, sul sentimento di fiducia , su la capacità di relazione."

Il presente convengo rientra nel percorso formativo annuale del progetto “Verso l'Accademia Mediterranea di Economia Civile”

lunedì 3 settembre 2012

La Summer School sul Corriere del Giorno - 15-8-2012


L’Economia Civile come nuovo modello di sviluppo economico per uscire dalla crisi

(Articolo originario integrale)

Conclusa la 3° edizione della Summer school Mediterranea di Economia Civile a Casa San Paolo per 50 giovani corsisti.

Cinquanta giovani fra i 20 ed i 30 anni, un gruppo di docenti di grande spessore scientifico, un luogo tranquillo dove apprendere e mettersi in discussione. Tutto questo è la “Summer school di Economia civile” giunta alla sua 3° edizione che si è svolta tra il 25 ed il 29 luglio, a Casa San Paolo, a Martina Franca. Organizzata dal Centro di Cultura ‘Lazzati’ di Taranto in collaborazione con ‘Economia di Comunione’, l’UCID di Puglia ed il Comitato per l’imprenditorialità sociale della Camera di Commercio di Taranto, è la straordinaria esperienza di un cantiere aperto a giovani di diverse discipline che vogliono confrontarsi in una rivisitazione interdisciplinare della teoria e dell'organizzazione economica. L'Economia civile, fil rouge del corso, non è un progetto settoriale ma un processo evolutivo della scienza economica che tende a far scomparire le categorie profit-no profit. Sdoganando il no-profit e la categoria della gratuità dalla marginalità concettuale, per inserirli a pieno titolo nella categoria della produttività economica, si dimostra che progettualità, impegno sociale e profitto non sono alternativi ma possono legarsi insieme.
Quest’anno il tema “Verso un nuovo modello di Welfare civile. Beni comuni ed imprese di comunità” sposta l’attenzione dai temi generali a quelli più propriamente aziendali e più rispondenti ai bisogni della società. Ne abbiamo parlato con il prof. Domenico Maria Amalfitano, presidente del Centro ‘Lazzati’, ispiratore della Summer School e profondo conoscitore delle nuove dinamiche del welfare.
Presidente di quale modello di welfare parliamo?
“Veniamo da un lungo periodo in cui il welfare si è sviluppato con una struttura assistenzialistica di tipo statalistico, che ha imparato a convivere con il mercato attraverso forme diverse. Un sistema troppo costoso per la situazione di crisi economica che stiamo vivendo, il sistema di welfare deve cambiare pur mantenendo diritti ed assistenza”.
Le resistenze sono moltissime, come si può sopravvivere alla spending review?
“Dobbiamo pensare ad un welfare innovativo che veda protagonista la società civile. Non più qualcosa che ci viene dato, ma un sistema ripensato dal basso in relazione ai bisogni e ai cambiamenti del Sistema Paese. Un welfare municipale in cui il bene comune è qualcosa che muove non solo servizi ma relazioni fra soggetti. La persona torna al centro come titolare di diritti , ma anche di doveri nei confronti della società a cui appartiene, costruire esperienze di welfare di comunità è il primo passo verso il cambiamento”.
Perché all’interno del percorso della summer school è stata inserita una tavola rotonda politico-istituzionale con rappresentanti di livello nazionale?
“Abbiamo pensato di arricchire il percorso scientifico della Summer School con un incontro speciale con parlamentari di diversi partiti politici, perché il tema del welfare non è un tema del privato o del pubblico, è un tema che investe la società civile ed è giusto che i giovani ascoltino le diverse posizioni su temi sensibili come la sanità e l’ambiente. Per questo personaggi noti del mondo politico come Savino Pezzotta, parlamentare UDC e Stefano Graziano del PD, si sono confrontati con il prof. Luigino Bruni e con il presidente di Welfare Italia Johnny Dotti, facendo chiarezza anche sulle difficoltà dell’attuale momento storico e sulle possibili alternative di sviluppo.
Contento dei risultati ottenuti?
In questi cinque giorni di full immersion ho visto giovani fortemente motivati, entusiasti del sistema partecipativo della summer school. Hanno avuto modo di accostarsi ai temi dell'Economia civile con un team di professori fortemente motivati, guidati da Luigino Bruni docente di Economia Politica presso l'Università di Milano Bicocca, un'occasione di crescita che ha ispirato forte interesse e che non si esaurisce nel corso di una settimana. Proprio dall'esperienza della Summer school sono nati e proseguono gli incontri seminariali invernali del progetto di Accademia mediterranea di Economia civile. Mi piacerebbe che a tante speranze seguissero proposte concrete da realizzare sul territorio, in fondo questo corso è solo un ponte fra i iovani e la realtà del mondo economico.

“Da Nord a Sud è sempre Economia Civile”. C’è chi vuole dividere l’Italia e chi invece vuole unirla con i valori forti di fraternitè ed egalitè
“Verso il nuovo modello di welfare civile; beni comuni e imprese di comunità”. Questo il tema della terza edizione della Summer School mediterranea di economia civile 2012 . Gli organizzatori si sono fatti portavoce delle aspettative dei 50 giovani da varie parti del mezzogiorno d’Italia (Puglia, Campania, Basilicata) a “Casa San Paolo” di MARTINA FRANCA e hanno ribadito: “Siamo qui per una ricerca di senso, per potenziare il nostro territorio, per accompagnare questi giovani a riscoprire un nuovo modo di “fare impresa civile” mettendo al centro l’uomo” e non solo  il profitto.
Un ragazzo si spinge a dire: “vorrei fare impresa con musica ed economia, è possibile?”. Le lezioni del professor Luigino Bruni hanno cercato di dare la risposta attraverso la ricerca del proprio “buon daimon” che c’è in ognuno di noi , che esploderà in tutte le sue sfaccettature e ci permetterà di capire che il “sogno” è possibile se non siamo soli, se arriviamo a condividerlo con gli altri, se ci prendiamo a carico i bisogni degli altri e ne facciamo ricchezza per tutti. Che la sola ricchezza economica (profitto) non porta alla felicità. Quando gli studenti del corso hanno ascoltato la lezione del professor Bruni, docente di economia all’univ. Bicocca e all’univ. Sophia e direttore scientifico di questa scuola mediterranea di economia civile  su “una nuova visione per la ripartenza economica” sono rimasti affascinati sia dal tema che dal modo di fare lezione. Nazario ha detto: “non ho mai visto docenti universitari che durante le spiegazioni sono saltati in avanti, cioè hanno lasciato la cattedra per venire incontro a noi. Che fanno vita con i ragazzi … “ perché è così che i professori hanno affrontato questi giorni, hanno mangiato e condiviso gli spazi con noi, Bruni, Dotti, Ruffini, per citarne alcuni. E soprattutto ci hanno offerto il loro tempo e la loro conoscenza. Una ragazza in prima fila, durante la lezione di Renato Ruffini, professore dell’Università LUICC di Castellanza, ha posto l’attenzione sulla figura del manager e ha citato durante gli incontri di gruppo le parole del prof: “ il manager è quello che rende contento il dirigente e l’operaio. Assumere e possibilmente tenere a lungo termine gli operai e non svenderli o venderli secondo le speculazioni economiche, questa dovrebbe essere consuetudine e non caso eccezionale. L’impresa non è la ricchezza per pochi, ma una relazione tra tanti”. Da qui si deve partire per cambiare lo zoccolo duro di una società che fa invece il contrario, dicono i corsisti all’unanimità.
Il dott. Vincenzo Mercinelli, coordinatore dell'Accademia Mediterranea di Economia Civile, ha sollecitato i ragazzi a non fare della scuola un luogo dove si enunciano solo teorie, invitandoli invece a renderle vive, realizzabili nella realtà. Concetto che più volte ha preso piede durante le lezioni dei docenti e durante la giornata finale di domenica, conclusasi con i saluti del presidente del centro studi “G.L azzati” on. Domenico Maria Amalfitano.
Grande meraviglia e stupore ha destato anche la lezione del dott. Johnny Dotty, presidente di Welfare Italia dice Arturo durante la pausa pranzo,”uno che non va tanto per le lunghe e mette subito in chiaro come fare economia, e come farla bene, per il bene di sé e degli altri. La lezione è stata una vera e propria gara di pugilato: ci ha messi tutti Ko. Ma questa è la cosa bella di una lezione, uscire dall’aula un po’ storditi perché vuol dire che ci ha colpiti!
Ognuno dei docenti ha raccontato una storia ed è stato capace di fare questo se i ragazzi ne sono rimasti affascinati. Una storia che non racconta mondi o paesi delle meraviglie, ma un modo nuovo e concreto di fare economia dove la responsabilità della società si plasma nelle sue diverse espressioni (individui, famiglie, non-profit, volontariato, imprese ecc.) attraverso uno scambio di relazioni orientato al bene comune.
È una scuola questa che unisce lo stesso pensiero da più parti d’Italia, ci dice il professor Bruni che ha riportato i saluti da parte dei ragazzi della summer school di economia civile di Trento a cui ha fatto lezione prima di arrivare a Martina. “Salutateci i ragazzi di Taranto” ha detto uno studente del Nord. “Da nord a sud è sempre Economia Civile”. C’è chi vuole dividere l’Italia e chi invece vuole unirla con i valori forti di fraternitè ed egalitè.


Nell’ambito della Summer School di Economia Civile, riprendendo il tema della Scuola “Verso un nuovo modello di Welfare Civile  – Beni comuni e imprese di comunità”, venerdì 27 Luglio ha avuto luogo la Tavola rotonda di confronto politico istituzionale  con la partecipazione del direttore scientifico della scuola prof. Luigino Bruni e del dott. Johnny Dotti, presidente di Welfare Italia e docente per il secondo anno consecutivo della scuola stessa. All’incontro, che  prevedeva la partecipazione del Ministro della Salute prof. avv. Renato Balduzzi  e le rappresentanze parlamentari, hanno partecipato in qualità di relatori l’on. Savino Pezzotta parlamentare dell'UDC, ex segretario della CISL e fondatore della “Rosa bianca per l’italia” e l’on. Stefano Graziano parlamentare del Partito Democratico e membro della Commissione Finanze e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. Al dibattito avrebbe anche dovuto prender parte l’on. Maurizio Lupi che ha dovuto rinunciare a causa di ulteriori impegni.
L’evento aveva lo scopo di arricchire il percorso scientifico della Summer School con un incontro speciale con parlamentari di diversi partiti politici, oltre ad essere un’occasione di grande rilievo per la cittadinanza e le istituzioni localie ed è stato proprio il delicato tema dei rapporti tra società civile, politica e sanità il fulcro di questo confronto, aperto dall’intervento del prof. Luigino Bruni, il quale ha preso ad esempio la difficile situazione tarantina (specchio di quella nazionale) in cui si sta in questi giorni manifestando una crisi profonda che mette in discussione il patto sociale, rischiando di spostare il conflitto sociale all’interno della famiglia, in cui il lavoratore sente di dover preservare il diritto al lavoro e al tempo stesso la propria famiglia chiede il diritto alla salute. Il tema dei beni comuni ci porta a riflettere sul concetto di ambiente come bene comune e di consumo comune dello stesso, col rischio di ‘distruzione’ del bene comune. Bisogna ripensare la finanza in un’ottica sociale e non più speculativa se si vuole percorrere la strada della democrazia, ripartendo da una economia sostanziale e sociale che riveda innanzitutto la figura dell’imprenditore nuovo, non più sfruttatore ma lavoratore lui stesso, impegnato nella costruzione del ben-essere comune, con motivazioni più alte del mero profitto e innovando processi e prodotti. Il dott. Johnny Dotti  ha portato fortemente l’attenzione sulla necessità di far cambiare l’immaginario comune, affermando che per uscire dall’attuale crisi del settore è necessario far nascere l’idea del nuovo welfare, per sostituire all’idea ormai radicata del welfare ‘erogato’ come fosse acqua che puoi prendere dal rubinetto, dal momento che l’hai pagata con l’imposta come un diritto collettivo, che invece ha prodotto una dispersione delle risorse pubbliche al punto che l’80% delle risorse regionali viene risucchiato solo per servizi sanitari. La scommessa da vincere, dunque, non è la corsa alla quantità, alla prestazione a tutti i costi e fine a se stessa, bensì alla qualità, ovvero alla generatività di senso di cui riempire i legami che si vanno a comporre. Le pungenti provocazioni sul ruolo della politica hanno animato il dibattito, aprendo la strada all’intervento dell’on. Pezzotta, il quale ha sottolineato fortemente e a più riprese la sua reale preoccupazione sul futuro del Paese, affermando che in questo momento non possiamo far altro che limitare i danni, chiedendo ai convenuti di essere realisti e affrontare le questioni con la consapevolezza che la fase di crisi che stiamo attraversando impone un forte senso di realtà prima dell’affermazione di ciò che si vuole realizzare. L’on. Graziano ha risposto alle provocazioni affermando che è già in atto una  transizione dal welfare state al welfare civile, che non implica l'abbandono della tutela dei diritti, ma un ruolo accresciuto della società rispetto alla pubblica amministrazione con l’effetto positivo della riduzione della pressione del sistema di welfare sulle finanze pubbliche e della creazione di un tessuto sociale più esteso. Ma urge un welfare State che, fondandosi sull’economia sociale, sulla cooperazione e sulla sussidiarietà, sia in grado di compensare gli squilibri che si sono aggravati negli ultimi anni, avvalorando il concetto di sussidiarietà.

Il messaggio del Ministro ai giovani della scuola
Il Ministro della Salute prof avv. Renato Balduzzi, non ha potuto partecipare a causa degli impegni che si sono protratti a Roma per lo svolgimento del Consiglio dei Ministri, ma ha voluto far sentire la sua presenza con una lettera: “… Sono lieto e onorato di constatare come questo percorso formativo dia fondamento alla speranza che le parole dono, gratuità, centralità della persona, possano divenire fattore di competitività ed innovazione economica e che possano guidare gli imprenditori di domani a creare un nuovo modello di sviluppo e di impresa. Dobbiamo cogliere l’attuale contesto come opportunità per il rinnovamento per costruire una civiltà solidale, per rinnovare nei servizi lo spirito del dialogo che si radica nella abnegazione , nella capacità di ascolto e nella presa in carico. Auspico pertanto per noi tutti, ovunque siamo chiamati ad operare, un lavoro professionale, civile, politico capace di coniugare il necessario realismo con ‘attenzione e il rispetto alla persona.”


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