mercoledì 26 ottobre 2011

L'intervista al professor Stefano Zamagni


Il Terzo Settore motore di un diverso sviluppo 
Il prof. Stefano Zamagni, ordinario di Economia politica all'Università di Bologna, è uno dei più noti studiosi del no profit italiano ed internazionale, dal 2007 è presidente dell'Agenzia nazionale per il Terzo Settore.
Professore, il Terzo settore (TS), fra volontariato, cooperative sociali, fondazioni, associazioni conta ormai 7/8 milioni di persone che lavorano ma sono appena visibili in economia, perchè?
"Nel Libro bianco io lo definisco un Prometeo incatenato, perchè è ancora succube di scarsa attenzione e cattiva legislazione, ma la sua rilevanza economica è indubbia. Il TS crea posti di lavoro e contribuisce alla generazione di esternalità positive che ricadono a vantaggio del mondo delle imprese. Dove c'è un TS rigoglioso e ben organizzato, come in Emilia, lì ci sono meno costi sociali, più coesione sociale, e questo crea economie di scala. Oggi è possibile un'alleanza nuova tra il mondo del TS ed il mondo delle imprese, molti imprenditori diventano i primi finanziatori del no profit. L'influenza indiretta è, per alcuni versi, ancora più importante di quella diretta perchè lo spirito che anima gli operatori del sociale cambia il modo stesso di intendere l'azione economica, rendendola più umana e più aggregante".
In che maniera l'economia civile, che è la base teorica del TS, si inserisce nei più recenti studi di politica economica per uno sviluppo diverso?
"L'economia civile ha una tradizione di pensiero più antica dell'economia politica, risale alle Misericordie di epoca tardo medioevale ed è stata teorizzata nel '700 da Genovesi. Ha cause antropologiche diverse rispetto all'economia del '900. Il principio base dell'economia civile è il principio di reciprocità mentre quello seguito nell'ultimo secolo teorizza un 'homo aeconomicus'. La crisi attuale ci mostra tutta la debolezza del paradigma per cui ciascuno deve fare i propri interessi, deve massimizzare la propria funzione obiettivo. Sia a livello singolo che di Stati la visione liberistica si è mostrata fragile quanto quella del Welfare State. Ho motivo di ritenere che il modo di pensare dell'economia civile conoscerà una stagione di nuova giovinezza".
Il TS ha lamentato tagli dei finanziamenti soprattutto negli ultimi anni. Quale è lo stato di salute che vive nel Mezzogiorno.
"Il problema italiano, ancora più acuto nel Mezzogiorno, è dovuto al fatto che il nostro TS è di tipo prevalentemente redistributivo e non produttivo. Per capirci sono molte di più le cooperative a sostegno di bisogni che le imprese sociali. Per questo motivo i fondi per il TS sono derivati principalmente dalla Pubblica Amministrazione. Fino a 3/4 anni fa gli Enti pubblici avevano risorse, ma ora questi fondi sono venuti a mancare. Specialmente le cooperative sociali e le imprese di promozione sociale si sono viste impedita la operatività. Non dimentichiamo che i soggetti di TS vantano nei confronti della PA crediti per miliardi di euro perchè la PA non solo non contribuisce ma neppure paga quello che dovrebbe pagare. Ci troviamo di fronte ad una situazione veramente nuova rispetto alla quale  bisogna inventare qualcosa di autenticamente diverso altrimenti la nostra società si troverà a pagare uno scotto enorme in carenza di servizi".
Lei è presidente dell'Agenzia generale del TS come vi muovete a favore di un settore così diversificato?
"Il TS ha una forza vitale proprio perchè è multiforme, proprio perchè al proprio interno conosce espressioni diverse. Come Agenzia vogliamo mantenere la pluralità delle forme associative ed identitarie ma con una convergenza verso obiettivi comuni. E' necessario favorire una 'circolarità' del principio di sussidiarietà che è la cifra del TS. Questo vuol dire consentire un'alleanza libera e a livello paritario fra il mondo delle imprese, la società civile organizzata, e gli Enti pubblici territoriali e nazionali. Il TS ha il know how e l'autorevolezza per mettere in moto questo meccanismo positivo che consente alle aziende di sostenere obiettivi credibili di welfare ed agli Enti di risparmiare risorse.
A livello nazionale come Agenzia da tempo proviamo a cambiare alcuni articoli del Libro I, Tit.II del C.C. per rendere economicamente conveniente la costituzione di imprese sociali, basterebbe l'approvazione di un breve articolato che giace da tempo nei cassetti del Parlamento per poter ottenere almeno un migliaio di posti di lavoro al Sud a costo zero".

Maria Silvestrini

Presentato il Libro Bianco del Terzo settore - articolo di Maria Silvestrini

"Gli incontri promossi dal Centro di cultura dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Taranto non sono mai banali, e mai estemporanei. La riflessione sul 'Libro Bianco del Terzo settore' che ha portato a Taranto uno dei più grandi economisti del nostro tempo, Stefano Zamagni, è stato un tassello del percorso che il suo presidente Domenico M. Amalfitano ha ipotizzato per dare, ai nostri giovani, leve nuove per uno sviluppo economico sostenibile. In primo piano quindi i ragazzi dell'Accademia Mediterranea di Economia Civile che hanno incontrato l'illustre docente per porgli osservazioni e domande prima dell'incontro programmato nella Sala Resta della Cittadella delle imprese.
La presentazione del Libro Bianco ha visto la partecipazione di moltissimi stake holders del Terzo Settore e del mondo delle imprese. Sono intervenuti il presidente della Camera di commercio Luigi Sportelli, il presidente del 'Comitato TS' della Cdc Carlo Martello, il referente di Retecamere-Unioncamere Alberto Valentini, il Direttore generale della ASL di Taranto Fabrizio Scattaglia, il portavoce del Forum del TS pugliese Gianluca Budano, il direttore di Banca Prossima Ugo De Pascalis e il presidente del Centro di cultura Lazzati, Domenico M. Amalfitano. L'incontro è stato coordinato dal responsabile del progetto Accademia Mediterranea di Economia civile Vincenzo Mercinelli.
Pur nella ristrettezza dei tempi le conclusioni non sono mancate. Le imprese no profit, si è detto, finora hanno svolto compiti redistributivi in stretta collaborazione, ed in condizione subordinata, con Enti pubblici di varia natura. Non solo la logica dell'economia civile, ma la stessa stretta economica costringono ormai il sistema a raggiungere una capacità autonoma di sostentamento. Il TS deve diventare a tutti gli effetti la terza gamba dell'economia dando al concetto di sussidiarietà, espresso dal Titolo V della nostra Costituzione, la dinamicità di una forza circolare che metta insieme imprese profit e Pubblica Amministrazione per definire comuni obiettivi sul territorio da raggiungere per il comune interesse e con uno sforzo sinergico. La Camera di Commercio è il luogo opportuno dove tante potenzialità diverse possono trovare fruttuosa collaborazione in un dialogo permanente e costruttivo. Con questo impegno programmatico la presentazione del 'Libro Bianco' ha già dato i primi frutti. "

Una breve sintesi degli interventi:



Domenico M. Amalfitano, presidente del Centro di cultura 'Lazzati'
Il Centro di cultura, con continuità, con testardaggine, vuole incidere su un cambiamento culturale nel modo di vivere il lavoro e l'impresa... Siamo convinti che la via dello sviluppo passi attraverso una economia civile realizzata da nuove generazioni capaci di mettere in gioco i propri talenti. Per questo chiediamo alla Camera di commercio, che oggi ci ospita, di mantenere aperto un tavolo di confronto per progettare, pensare insieme, una qualità diversa dell'economia. In questo senso ruolo trainante può avere il Terzo Settore che deve passare da una concezione additiva, ad una emergentista. Solo quando il no profit avrà acquisito coscenza della sua rilevanza nella società, potremo avere frutti copiosi dalla collaborazione 'circolare' con le imprese e gli Enti pubblici.

Carlo Martello, presidente del 'Comitato TS' della Cdc di Taranto e del CSV
Come Centro servizi per il Volontariato abbiamo inseguito per anni il sogno di essere parte integrante della Camera di Commercio. Finalmente abbiamo una casa comune e possiamo interloquire alla pari con il settore 'profit'... Come Comitato di Cdc abbiamo firmato un protocollo di intesa per favorire lo sviluppo e la promozione delle imprese sociali. Siamo all'inizio ma riteniamo di poter porre in essere numerose iniziative per accompagnare tutti coloro che intendono avviare un percorso imprenditoriale e professionale all'interno del variegato universo del no profit che ha dato origine a un sistema "economico sociale" di dimensioni e peso di notevole rilevanza.

Franco Marangi, presidente Consorzio Interfidi
L'Interfidi, rappresenta un aiuto concreto alle aziende in crisi di liquidità. Credo che questo già indichi una forte presenza nella economia civile. Inoltre si muove con interventi di sponsorizzazione nei confronti di tutte quelle attività che servono ad uno sviluppo culturale del nostro territorio. I temi dell'economia civile sono dunque nel nostro Dna come dimostra il riconoscimento che il Senato della Repubblica ha voluto assegnarci proprio per la funzione sociale del credito. Ma voglio sottolineare come la presenza oggi di Banca Prossima è stata fortemente voluta anche da noi. Con questa filiazione di Intesa San Paolo Interfidi Taranto sta preparando una convenzione per la gestione del credito a favore di progetti presentati da imprese del Terzo Settore, in linea con l'interesse delle Banche verso il no profit. Una novità positiva che fa ben sperare nello sviluppo di imprese sociali sul territorio.


giovedì 13 ottobre 2011

Presentazione del “Libro Bianco del Terzo Settore" a cura del prof. Stefano Zamagni

Il giorno 21 Ottobre p.v. alle ore 18.00 c/o la Sala Resta, centro convegni della Cittadella delle Imprese, in V.le Virgilio, 152 - Taranto,
si terrà un convegno organizzato dalla Camera di Commercio di Taranto, in continuità con il lavoro intrapreso con il Centro di Cultura 'G. Lazzati' di Taranto e la nascente 'Accademia Mediterranea di Economia Civile'.

     Sarà presentato il “Libro Bianco del Terzo Settore" alla presenza del prof. Stefano Zamagni  e, con l'intento di avere un esito propulsivo e programmatico sul nostro territorio, parteciperanno a tal scopo:

- Il presidente dell'Agenzia del Terzo Settore, curatore del testo, Stefano Zamagni
- Il presidente del 'Comitato Terzo Settore' della Camera di Commercio di Taranto, Carlo Martello
- il referente di Retecamere - Unioncamere, Alberto Valentini
- il direttore generale dell'ASL di Taranto, Fabrizio Scattaglia
- il portavoce del Forum del Terzo Settore Pugliese, Gianluca Budano
- Il responsabile Relazioni Esterne D.G. Banca Prossima, Marco Ratti

Concluderà i lavori il Presidente del Centro di Cultura 'G. Lazzati' di Taranto, Domenico M. Amalfitano

Modera il coordinatore del progetto Accademia Mediterranea di Economia Civile, Vincenzo Mercinelli.

Il Convegno rientra nel percorso formativo 'Accademia Mediterranea di Economia Civile 2011/2012'

lunedì 26 settembre 2011

Convegno UCID Taranto

Il 26 settembre ore 18.30 si terrà a Taranto un convegno organizzato  dall'UCID :
Sala convegni del Castello Aragonese Taranto - L'ingresso è riservato ai soli invitati
LE COMPETENZE INDIVIDUALI PER LO SVILUPPO DEL BENE COMUNE                              

PROGRAMMA

SALUTI
Dr. Giuseppe Fischetti, Presidente UCID sez. di Taranto
S.Em.za Card. Salvatore De Giorgi, Consulente Ecclesiastico Nazionale UCID
Dr Ruggiero Cristallo,  Presidente UCID Puglia
Padre Nicola Preziuso, Consulente Ecclesiastico UCID di Taranto
RELATORI
Dr Giovanni Scanagatta, Segretario Nazionale UCID
Prof. Francesco Schittulli, Presidente UPI Puglia
Dr Nicola Simone, Direttore Gruppo Marcegaglia S.p.A
Dr Giancarlo Quaranta, Direttore Gruppo Riva S.p.A
Dr Settimio Carlo Guarrata, Direttore Gruppo ENI S.p.A

CONCLUSIONI
S.Em.za Card. Salvatore De Giorgi, Consulente Ecclesiastico Nazionale UCID

mercoledì 14 settembre 2011

Democrazia, Economia, Beni comuni. La II edizione della Summer School di Ostuni - di Elena Manigrasso pubblicato su Galatina 2000

http://www.galatina2000.it/Cultura/trinita-perfetta-democrazia-economia-beni-comuni-la-summer-school-approda-per-la-seconda-edizione-ad-ostuni.html


“Le imprese come contenitori di flutti di finanza sono ormai alla frutta”. Così ha esordito in questi giorni nella lezione tenuta alla Summer School di Economia Civile organizzata dal centro di cultura “Lazzati” di Taranto, Johnny Dotti, presidente del “Welfare Italia S.r.l.” e della fondazione “Solidarete”; questo per dare subito il ritmo giusto all’intervento ricco di affermazioni, dubbi, provocazioni e possibili risposte sul tema legato alla imprenditoria di comunità e le eventuali, o difficili, innovazioni. Quelle imprese che invece hanno alle spalle una storia solida, ha continuato il professore, fatta soprattutto di uomini e relazioni umane, sono rimaste in piedi. L’ azienda che vede la luce solo per fare speculazione demotiva le nuove generazioni, ne strappa loro i sogni, li rende impossibilitati a immaginarsi un futuro migliore. Una docente universitaria presente come corsista, ha affermato che i ragazzi in effetti risultano demotivati, l’unica loro preoccupazione scolastica è il voto alto, non come risultato del loro impegno e della loro crescita umana e culturale ma come “collocazione” in una qualche graduatoria che porti al posto fisso. Un voto scollato così dal contesto che li circonda, da spendere solo per una sistemazione personale. Essere per se stessi: anche questa è avarizia.

Il professor Dotti ha preso visione di questa triste realtà dichiarando che il “posto fisso” è stato per anni l’unico sogno possibile a Sud, ha incitato i giovani a guardarsi intorno, a osservare i futuribili bacini di ricchezza nel proprio territorio: ci sono tanti modi e tante opportunità per lavorare. Dotti  ha centrato l’attenzione sulla possibilità di fare impresa nel Sud attraverso, ad esempio, le energie rinnovabili; i pannelli solari da porre su abitazioni o terreni poco produttivi possono essere un buon investimento per il Meridione. Una corsista (chi scrive) ha affermato che gli incentivi per i fotovoltaici in Puglia hanno creato devastazione del territorio, depauperandolo di vigne e alberi per fare posto ai pannelli solari. È una grande ferita vedere le proprie terre, ha continuato la corsista,  ricche di humus, occupate da impianti colossali. Non si dovrebbe permettere questo. Solo terre improduttive dovrebbero accogliere il fotovoltaico: “più vigne e meno pannelli” potrebbe essere uno slogan adeguato. Un ragazzo della terra di Brindisi ha dichiarato che purtroppo la vigna nella nostra regione non è più valorizzata, non si riesce a vivere con essa; il brindisino fino a qualche anno fa era territorio rinomato anche per i carciofi, oggi i carciofeti non ci sono più. Spariti. I contadini erano ridotti alla fame e non hanno avuto altra possibilità che spiantare. E darsi al fotovoltaico come unica scelta per sopravvivere. Ma così non è più una scelta. Un pezzo di storia dell’economia e dell’uomo del Sud che si chiude; anche i carciofi, guerrieri nelle loro fattezze, sono caduti con le leggi spietate del mercato. Tradizione e innovazione potrebbero invece andare d’accordo se non si perdono di vista tre punti fondamentali: democrazia, economia, beni comuni. Questa è la trinità intorno alla quale dovrebbe gravitare, in uno splendido giro di rivoluzione, il nostro sistema-mondo. I lavori delle cinque giornate di studio della Summer School sono state coordinate dal professor Luigino Bruni, docente della università “Bicocca” di Milano. Il professore è sembrato speranzoso sulla possibilità di un cambiamento di paradigma in campo economico, se però saremo capaci di  far ruotare tutto intorno a tre pilastri: pensiero, vita e azione.  Il pensiero di una economia fatta di relazioni fraterne deve diventare vita attraverso l’azione, la fondazione di imprese a misura d’uomo. Bisogna rompere con una economia bulimica che tutto fagocita e tutto crea secondo le esigenze del profitto, a scapito dell’uomo come essere completo fatto di individualità e socialità, di bisogni individuali e di rapporti sociali. Necessario appare oggi ritrovare una sopita solidarietà, elemento invece caratterizzante le società umane, come meccanismo di aggregazione e di conservazione della specie. 
"Signori, il tempo della vita è breve..  Se viviamo, viviamo per calpestare i re” (W. Shakespeare – Enrico IV). 
Elena Manigrasso

mercoledì 7 settembre 2011

Impresa aperta e solidale per i tempi difficili. Temi della Summer School 2011 - di Elena Manigrasso pubblicato sul Corriere del giorno il 6 settembre 2011


Si è svolta in questi giorni, nella splendida cornice del convento benedettino di Ostuni, la seconda edizione della Summer School di Economia Civile organizzata dal centro di cultura “Lazzati” di Taranto e che ha visto la partecipazione di ben 50 ragazzi. Già nell’anno precedente la scuola aveva dato vita in maniera sperimentale ad un percorso di studi rivolto a studenti e giovani professionisti che manifestavano la volontà di inventare un modo diverso di fare economia, alla luce della grande tradizione storica italiana e internazionale. I trenta ragazzi che nella edizione 2010 erano alla ricerca di un mondo nuovo, fondato sul concetto di pubblica felicità, hanno visto la realizzazione di una delle loro proposte avanzate nell’anno trascorso, e cioè l’attuazione di un centro di formazione permanente, a cui è stato dato il nome di “Accademia Mediterranea di Economia Civile” . E’ un percorso formativo che mira a guidare gli imprenditori di domani a creare un nuovo modello di sviluppo e di impresa nel Mezzogiorno; che cerca di fare delle parole come dono, gratuità, scambio di beni relazionali un fattore di innovazione economica.
Nel primo giorno di lezioni il professor Luigino Bruni, docente della università “Bicocca” di Milano e coordinatore scientifico dei lavori, è sembrato speranzoso sulla possibilità di un cambiamento di paradigma in campo economico, se riusciamo a far ruotare tutto intorno a tre pilastri: pensiero, vita e azione. Il pensiero di una economia fatta di relazioni fraterne deve diventare vita attraverso l’azione, la fondazione di imprese a misura d’uomo. Tutti argomenti che saranno toccati e sviluppati durante il percorso di studi alla Summer School. A tutto questo si deve ispirare la nuova economia capace di creare una vera e propria Rivoluzione Culturale, capace di incidere nello sviluppo non solo economico ma anche sociale, educativo, sanitario del nostro territorio ionico, fondata cioè su un vero e proprio umanesimo integrale. Scuole di alta formazione nel Sud ve ne sono fin troppe, ma tutte terminano con un attestato di partecipazione. Di progetti concreti da portare a avanti, nulla. Bisognerebbe studiare, progettare e finanziare. Diversamente la formazione è meramente autoreferenziale. Invece è importante e coraggiosa la scelta di un centro-studi permanente che metta l’uomo in relazione con l’altro, che si confronti e renda concreti i progetti in itinere. È in crisi la cultura, il processo educativo a favore di una economia bulimica che tutto fagocita e tutto crea secondo le esigenze del profitto, a scapito dell’uomo come essere completo fatto di individualità e socialità, di bisogni individuali e di rapporti sociali. Necessario appare oggi ritrovare una sopita solidarietà, elemento invece caratterizzante le società umane, per cercare insieme risposte concrete e condivise che valorizzino l’esistenza della persona e tutelino la bellezza del creato. Numerosi e ricchi di spunti per la discussione gli interventi che si sono succeduti nei giorni successivi. 
Una testimonianza coraggiosa nelle giornate di studio della Summer School è stata quella di Silvia Vacca, responsabile operation Il Village Spa, che ha lasciato lo stipendio statale sicuro, il famoso “posto fisso” per fondare una cooperativa col marito e un pugno di amici di infanzia. Questo per ritrovare il suo ruolo di professionista e di madre senza farsi stritolare da un sistema che ci vuole simili a macchine di produzione. Silvia ha invece deciso di ritagliare un po’ di tempo per sé e la sua famiglia, oltre che per il lavoro. Si è soffermata durante la lezione sul concetto di tempo da sottrarre all’utile produttivo per essere anche momento di riscoperta di noi stessi e degli altri. Una mamma felice è Silvia, quella che ha realizzato dei sogni, e questo viene trasmesso positivamente ai figli, che non vedono musi lunghi tra le pareti familiari, ma genitori realizzati a 360 gradi. È stata poi la volta di Ivan Vitali, (Dir. Ass. Familiare conVoi onlus - Centro Eugenio Radice Fossati – Milano), laureato alla Bocconi di Milano e con alle spalle una esperienza forte e formativa tra le favelas in Brasile. Investire il nostro tempo per gli altri e nello stesso momento fare impresa costa fatica ma vale la pena di tentare, ha detto Ivan ai corsisti. Ora con la sua associazione opera anche in Italia. Porta avanti un progetto legato all’ex quartiere operaio di Quarto Oggiaro, sobborgo di Milano che negli ultimi anni ha vissuto situazioni di degrado con conseguente scomparsa di servizi commerciali e quindi di vitalità. L’errore più grande sarebbe conformarsi a questa realtà, ha ribadito Ivan, bisogna interessarsi a recuperare, attraverso nuove scuole di pensiero, la “comunità” in tutte le sue forme umane e produttive. L’una non dovrebbe fare a meno dell’altra. Suor Alessandra Smerilli (Univ. Cattolica di Roma e Univ. of East Anglia UK) ha concluso i lavori di domenica con un’ottima dissertazione sulla economia e il ruolo manageriale visto sotto la sfera femminile e maschile. Partiamo da questa interessante intuizione per soffermarci sulle due sfere mondo così diverse e misteriose. Più che di edonismo possiamo parlare per la donna di eu-daimonismo, che è la capacità di far emergere il buon (eu) demone (daimon) che è in noi e che funge da spirito guida, non per noi stessi ma per l’intero villaggio. La ricerca del bene nella donna non è indirizzata al contingente, ma al bene futuro. Se nell’uomo emerge l’aspetto competitivo senza esclusione di colpi, con un campo fatto di vinti e vincitori, nella donna si riscontra l’interesse per la solidarietà sociale e per l’accoglienza. Quest’ultimo aspetto crea presupposti per lo sviluppo di principi come la fraternità e la reciprocità. L’accoglienza alla vita aiuta la donna in questo senso. In una società pragmatica nella quale fa da sfondo l’industria che assegna all’uomo la sola finalità del profitto, il pensiero femminile, che vuole con la natura un rapporto sincero al di fuori di ogni finalità speculativa, non può che rincuorarci. È importante il cambio di un paradigma culturale. Se non ora quando?
Elena Manigrasso ( pubblicato corriere del giorno 6 settembre 2011).

martedì 6 settembre 2011

Corriere del giorno 6 settembre 2011 - di Elena Manigrasso


Coltivare idee e aprire cantieri. Intervista ad alcuni corsisti della Summer school 2011

Ma cosa pensano i vecchi e nuovi corsisti della scuola estiva di Ostuni? Lo abbiamo chiesto direttamente a loro facendo alcune domande specifiche sul corso appena concluso. Anche io che intervisto sono una corsista come loro e quindi il mio ruolo da infiltrata ha facilitato la sincerità delle risposte. Ilaria, laureata in economia e commercio e corsista già al secondo anno, mi risponde che lo ha trovato emozionante come al primo anno, ricco di relazioni umane, di contenuti e soprattutto di speranze. I docenti ci invitano a rimboccarci le maniche, continua Ilaria, e imparare ad avere nuovamente coraggio per investire nel futuro. In poche parole, coltivare il buon daimon che è in noi. Penso ai docenti Ivan Vitali e Silvia Vacca che avevano un posto sicuro ma hanno ricominciato per trovare la loro vera dimensione umana. Poteva anche andare male ma lo hanno fatto per un senso di onestà verso se stessi, che fa necessariamente bene anche agli altri.
Manuela è arrivata ad Ostuni munita di carta, penna e pappe e passeggini per bambini. Vincenzo Mercinelli, coordinatore tecnico della Summer school, mi aveva già accennato di questa famiglia fortemente motivata a seguire il corso. Ha portato con sé i suoi figli di 3 e un anno. Non poteva lasciarli a casa. Suo marito l’ha seguita per aiutarla a tenere i bambini durante le lezioni. Quale migliore esempio di Economia di Comunione. Mi dice il marito: mia moglie è laureata in Economia, non poteva lasciarsi scappare questa bella opportunità. Manuela arriva dopo qualche minuto con la piccola in braccio e il blocchetto degli appunti. Continua a dire che è felicissima nonostante le difficoltà, ma questo lo aveva già messo in conto, perciò non mi spaventa, dice, anche perché mio marito sta cum-dividendo l’esperienza, e questo mi aiuta molto. Mi solleva anche il fatto di aver visto che non sono la sola: anche la docente Silvia ha portato con sé marito e figli, nonostante questo ha affrontato il suo impegno di docente e di mamma sempre con un sorriso solare.
Laura viene da Caserta, anche lei laureata in economia e commercio e mi dice che a corso appena concluso è come se avesse una nuova visione di ciò che può significare economia.
E.M. Che significa nuova visione?
Laura: all’Università mi dicevano che una buona economia gravita intorno al concetto di massimo profitto. Ci dicevano che nelle imprese bisognava massimizzare la produzione. Nelle lezioni della Summer School si è dato invece maggior peso al lavorare insieme; importante è quindi cooperare insieme, non solo per tornaconto personale.
Ilaria, dopo aver preso il caffè, mi raggiunge nuovamente e mi dice: ho vissuto la scuola in maniera intensa perche ho visto emergere il pensiero di una economia più umana, Laura ha ragione. Anche Francesco di Cellino san Marco è d’accordo e ci dice che se restituissimo più importanza ad uno dei principi più dimenticati dall’uomo, il principio di fraternità, sarebbe tutto più semplice. Ci porterebbe a coinvolgere tutti i talenti nella nuova società che vogliamo. Il gruppo organizzativo composto da Sergio Barbaro, Simona Internò, Vincenzo Mercinelli, Daniele Nuzzi, Rocco Tagariello, ci guarda da lontano sorridente e complice della nostra felicità che traspare da ogni commento.
A conclusione della bellissima esperienza della Summer school 2011 ad Ostuni l’onorevole Domenico Amalfitano presidente del centro di cultura “Lazzati” dell’Università Cattolica di Taranto, ha espresso la sua soddisfazione per l’esito del corso invitando tutti a coltivare le idee ma le idee, ha aggiunto l’Onorevole, devono diventare cantieri. Questa è la più grande sfida, diversamente la scuola sarebbe solo un centro di alta formazione che non incontra la vita.
Simona mi chiama per i saluti fraterni con tutti. È già arrivato il momento? Il tempo è volato in mezzo agli amici, quasi come un battito d’ali. Passo successivo è far volare i sogni.
Elena Manigrasso ( pubblicato dal Corriere del giorno il 6 settembre 2011)

La direzione scientifica ed i docenti:
Luigino Bruni (coordinatore scientifico), Univ. Bicocca di Milano
Johnny Dotti, Presid. Welfare Italia Srl – Presid. Fondazione Solidarete
Alessandra Smerilli, Univ. Cattolica di Roma e Univ. of East Anglia (UK)
Silvia Vacca, Resp. Operations - Il Village Spa
Ivan Vitali, Dir. Ass. Familiare conVoi onlus - Centro Eugenio Radice Fossati - Milano
Alberto Valentini, Retecamere-Unioncamere e Univ. La Sapienza di Roma

I temi:
L’impresa civile - fondamenti antropologici e culturali
L’imprenditore di comunità e l’innovazione
L’impresa civile tra territorio, ambiente, istituzioni e mercato
L’impresa e il genio femminile.

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